Storia di Francesca

Francesca era in sovrappeso da più di vent’anni. Sin da bambina aveva seguito diete incongrue per lunghi periodi.
Nella sua famiglia d’origine, l’importanza attribuita all’alimentazione, al peso corporeo e alla forma fisica era eccessiva: in questo contesto, una bambina cicciottella, doveva essere “corretta” a tutti i costi.
Così è cominciata la lunga storia di Francesca nel diet world, passando da una dieta all’altra. Negli intervalli tra le varie diete, Francesca, inevitabilmente perdeva il controllo a tavola ed il peso corporeo aumentava di anno in anno.

Quando è venuta a studio, Francesca aveva 42 anni e pesava circa 90 chili. Il disagio era alto e la fiducia che riponeva in se stessa e nella possibilità di perdere peso stabilmente, erano veramente bassi. Si sentiva in colpa per il sovrappeso ed  era convinta che, per affrontare il suo problema, fosse necessaria solo una forte dose di forza di volontà, che non riteneva di possedere.

In quel periodo Francesca soffriva di fame emotiva ed utilizzava il cibo come strumento di consolazione nei momenti difficili.

Francesca era una professionista affermata e lavorava molte ore al giorno, accumulando stress e stanchezza. L’unica valvola di sfogo erano i dolci e la cioccolata che si concedeva al rientro dall’ufficio.

Anche le abbuffate avvenivano prevalentemente di pomeriggio, dopo il lavoro, quando i bambini erano in palestra o al catechismo. Francesca restringeva molto la sua alimentazione ai pasti: saltava quasi sempre la colazione, il pranzo era insufficiente, faceva spesso uso di pasti sostitutivi.
Viveva in uno stato di fame cronica che spesso sfociava in crisi bulimiche. I momenti peggiori erano quelli in cui Francesca si trovava in situazioni di esposizione imprevista al cibo, come quando si festeggiava il compleanno di un collega in ufficio. In quelle circostanze non c’erano limiti: Francesca dava libero sfogo alla sua fame secondo un atteggiamento mentale del tipo “tutto o nulla”. Anche le occasioni sociali e conviviali erano per Francesca un alibi per mangiare senza controllo. La sua dispensa traboccava di dolciumi e cioccolata, acquistate, come era solita dire per coccolare i bambini.

Dopo il nostro primo incontro, Francesca rimase sorpresa per il nuovo approccio al suo problema: avremmo provato a lavorare insieme non solo sull’aspetto nutrizionale, cioè la dieta, ma anche sulle abitudini, i comportamenti e i modi di fare relativi alla sua alimentazione. Quando discutemmo del piano alimentare, Francesca, in preda allo stupore, esclamò:” Finalmente potrò mangiare!”.

La prima strategia utilizzata, cioè una dieta varia, equilibrata e moderatamente ipocalorica, servì a regolarizzare la sua alimentazione ed a prevenire le abbuffate che erano conseguenza del rigore alimentare ai pasti.

Diminuirono l’ansia e le preoccupazioni per il cibo e l’alimentazione e riuscì ad essere più moderata a tavola in tutte le circostanze. Imparò a difendersi dal cibo ipercalorico e di cattiva qualità. Imparò anche a difendersi dagli stimoli ambientali a mangiare in eccesso e a evitare di spiluccare tra un pasto e un altro. Cambiò il suo modo di fare la spesa, la gestione delle scorte alimentari, l’organizzazione dei pasti, il rapporto col cibo. Divenne un esempio positivo per i suoi figli. Cominciò un programma di attività fisica e si adoperò per rendere la sua vita più attiva e dinamica.
Insieme stabilimmo un obiettivo di peso salutare che influenzasse positivamente la salute ed il benessere. Calò stabilmente di peso e di conseguenza migliorarono il rapporto col corpo e con se stessa. Divenne più sicura di sé, moderata e flessibile, imparando a rimettersi in carreggiata in caso di scivolate. Capì, finalmente, che il suo problema di peso era stato cronicizzato, negli anni, dalle soluzioni troppo rigide che aveva messo in atto per affrontarlo.

Francesca è riuscita a mantenere il peso raggiunto ed è diventata esperta nell’affrontare il suo problema di peso. Capita ancora che aumenti di qualche chilo in certi periodi, ma riesce, da sola, a recuperare la forma. Oggi ci incontriamo tre o quattro volte all’anno per affrontare eventuali difficoltà aggiuntive e rivedere il piano di mantenimento. Ogni volta ritrovo una donna nuova! Questa è la storia di successo di Francesca!

FacebookEmailCondividi