Obesità

L’obesità può essere definita attraverso il BMI o body mass index o indice di massa corporea.
L’ Indice di Massa Corporea (o IMC o BMI) rappresenta il rapporto tra il peso corporeo ed il quadrato dell’altezza. Traduce in termini numerici la relazione tra peso corporeo ed altezza.

IMC=Peso (kg)/Altezza (m)2
Esempio: peso= 60 kg; H= 1,6 m
IMC= 60/(1,6per 1,6)= 23

La classificazione del sovrappeso e dell’obesità viene fatta in base al BMI

Un individuo si definisce:

  • Sottopeso se il BMI è inferiore a 18,5
  • Normopeso se il BMI è compreso tra 18,5 e 25
  • Sovrappeso  se è compreso tra 25,0 e 30
  • Obeso se è maggiore di 30

La gravità dell’obesità aumenta all’aumentare del BMI, passando da un primo grado per valori compresi tra 30 e 35, secondo grado per valori tra 35 e 40, di grado estremo per valori superiori a 40.

L’obesità aumenta il rischio di diabete di tipo 2, dislipidemie, ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari, riducendo, nel complesso, l’aspettativa di vita.

EPIDEMIOLOGIA

La dimensione mondiale del problema in termini numerici è stimata come segue: 1miliardo di adulti al mondo è in sovrappeso e almeno 300 milioni di questi sono obesi.
Si passa da meno del 5% in Cina, Giappone e certe nazioni africane a più del 75% a Samoa (anche se in alcune aree della Cina l’obesità arriva a circa il 20%).

L’obesità infantile è epidemica in alcune aree e sta crescendo in altre. Nel mondo si stima che ci siano 22 milioni di bambini obesi sotto i cinque anni. In USA il numero di bambini sovrappeso è raddoppiato dal 1980.
Il problema è globale con un aumento progressivo anche nei paesi in via di sviluppo.
In Tailandia aumento della prevalenza dell’obesità nei bambini tra i 5 e i 12 anni dal 12,2% al 15-6% in soli due anni.

In Italia i dati ISTAT del 2005 ci dicono che circa 5 milioni di adulti sono obesi con situazioni differenti nelle varie regioni e picchi del 30 % in alcune regioni del Sud Italia.
Uno studio del 2008 (Okkio) stima la presenza di circa un milione e duecentomila bambini in sovrappeso nella fascia tra i 6 e gli 11 anni, di cui quattrocentomila obesi. L’obesità riguarda soprattutto popolazione con basso status sociale.

CAUSE

L’obesità è causata da un bilancio energetico positivo a lungo termine.
È una patologia multifattoriale con un contributo genetico ed uno ambientale. Studi genetici sui gemelli dimostrano che gemelli omozigoti, anche se cresciuti in ambienti diversi, mostrano elevati livelli di correlazione nel peso corporeo. (Stunkard et al. N Eng J Med,1990).
L’ereditabilità stimata per il BMI va dal 25% al 40% (Bouchard, 1994; 1996). L’ereditabilità per la quantità di grasso addominale va dal 50% al 60% (Pérusse et al., 1996; Bouchard et al., 1998).27.

Le interazioni geni-ambiente sono messe in evidenza da numerosi studi. Lo studio di Heitman del 1995 ha dimostrato che una dieta ricca di grassi si correla ad un conseguente aumento ponderale solo nei soggetti che in condizione basali sono sovrappeso e hanno genitori obesi (Heitmann et al., 1995).
Un altro studio dimostra che dopo 100 giorni di dieta ipercalorica, l’incremento ponderale e del grasso addominale è simile nella singola coppia dei gemelli, ma diverso nelle coppie diverse di gemelli (Bouchard et al., 1990)

In definitiva la ricerca genetica sull’obesità, allo stato attuale, mette in evidenza l’esistenza, nella popolazione di una combinazione multipla e complessa di geni di  suscettibilità. Essi aumenterebbero il rischio di sviluppare la patologia, ma non sarebbero essenziali e/o sufficienti per la sua espressione e sviluppo. (Kopelman, 2000).

Fattori ambientali e culturali sdoganerebbero l’espressione dei geni di suscettibilità

Il principale studio ad indirizzo “ambientale” è quello sugli indiani Pima che, alla fine dell’Ottocento, si divisero in due gruppi di migrazione, uno diretto in Messico e l’altro negli USA (Ravussin E et al. Diabetes Care 1994). Nel primo gruppo, il BMI si mantenne pressochè invariato nelle generazioni successive. Nel secondo gruppo, che si era adattato ad un contesto di vita di tipo occidentale, il BMI aumentò significativamente nel giro di due generazioni. Questo studio è un’icona della teoria eziologica di tipo multifattoriale dell’obesità: i geni di suscettibilità costituirebbero il substrato genetico sul quale agirebbero fattori ambientali favorenti, legati al contesto socio-economico, alle abitudini, ai comportamenti.

I principali fattori ambientali incriminati sarebbero:

  1. Cambiamenti di tipo socio-economico che incoraggiano i consumi
  2. Ampia disponibilità ed abbondanza di cibo
  3. Aumento della densità calorica degli alimenti
  4. Aumento delle porzioni
  5. Aumento dell’uso di bevande analcoliche zuccherate
  6. Fast-food e pasti fuori casa
  7. Comportamenti alimentari che portano a mangiare in eccesso
  8. Sedentarietà
  9. Contesto che favorisce i comportamenti sedentari
  10. Cambiamenti dello stile di vita
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