L’educazione alimentare

Che cosa intendiamo per educazione alimentare? Quali sono gli obiettivi? Quali le strategie? Come è articolato un percorso di educazione alimentare?

L’approccio nutrizionale convenzionale, che è basato esclusivamente sulla somministrazione di una dieta, risulta fallimentare o deludente, innescando meccanismi che predispongono agli eccessi alimentari e quindi al recupero del peso. L’alternanza tra fasi di abuso e fasi di restrizione può portare a pericolose oscillazioni del peso corporeo, che nel complesso tende ad aumentare nel tempo.

Le oscillazioni di peso possono comportare:

  1. Variazioni della composizione corporea con perdita di massa magra (FFM) ed aumento della massa grassa (FM)
  2. Effetti sul metabolismo corporeo
  3. Maggiori difficoltà nel controllo del peso
  4. Maggiore rischio di disturbi alimentari (bulimia, BED ecc)
  5. Tendenza alle abbuffate
  6. Cattiva qualità di vita

Gli effetti dell’eccessivo rigore alimentare sono stati sufficientemente valutati in numerosi studi scientifici

Tra questi, l’emblematico esperimento del “pasto di carico” in cui veniva offerto del gelato a soggetti che avevano già consumato un pasto completo. Coloro che precedentemente erano stati a dieta, mangiavano una porzione di gelato mediamente più grande rispetto a quelli che non erano stati a dieta. Questo dimostra che l’uomo non tollera l’eccessiva restrizione calorica, che, può, far aumentare la fame ed il rischio di episodi alimentari fuori dal controllo. Possiamo definire questo fenomeno come effetto carestia.
È esperienza comune che, dopo varie diete, occorre restringere sempre più l’alimentazione per poter perdere peso, mentre il successivo recupero è più rapido. Inoltre, aumenta la fame e le scelte alimentari vanno nella direzione di cibi meno salutari e più calorici. Evidentemente, dal punto di vista evolutivo, il digiuno non è vantaggioso, per cui viene naturalmente sfavorito.

Perchè le diete non funzionano a lungo termine
La maggior parte delle diete funziona a breve e medio termine, ma non garantisce il mantenimento. Vediamo perchè.
1)Le diete sono spesso troppo restrittive e punitive: troppe regole e divieti non sono sostenibili a lungo termine.
2)A volte non sono fisiologiche ed escludono alimenti importanti, per esempio, tipicamente, i carboidrati, che sono alla base della produzione dell’energia vitale. Altre volte, limitano fortemente i grassi, come quelli contenuti nei condimenti, per esempio l’olio di oliva, che, oltre a rendere gustosi i cibi, è un importante e salutare alimento.
3)Le diete non tengono conto di un aspetto fondamentale: mangiare è un bisogno primario degli esseri umani, e, in quanto tale, è imprescindibilmente legato al piacere. Mangiare dà piacere, è piacevole, piace a tutti. E questo non è negoziabile! Le diete che negano o mortificano questo aspetto sono destinate a fallire.
4)Le diete sono “tutto o nulla”, non tengono conto della socialità, della convivialità, del forte potere attrattivo di certi alimenti
5)Le diete non tengono conto che gli esseri umani non sono infallibili

Allora cosa fare per non cadere nella trappola della dietomania?

La risposta può sembrare banale: se quello che abbiamo fatto finora non ha portato risultati, allora non va bene. Dobbiamo cambiare metodo. Il nuovo metodo è quello dell’educazione alimentare. La questione non si gioca solo sulla dieta e sulle calorie, ma sul cambiamento delle abitudini alimentari e dello stile di vita in generale, sull’adozione di linee guida alimentari che siano sostenibili a lungo termine, sull’acquisizione di un orientamento mentale che aiuti a mantenere nel tempo il peso corporeo ed i risultati raggiunti, sull’acquisizione di una forma mentis più flessibile, che consenta di adattarsi ad ogni circostanze della vita. Tutto questo nel rispetto delle proprie caratteristiche fisiche, dei propri bisogni e necessità, del gusto personale e del piacere di mangiare. Un processo che aiuti le persone a stare meglio, a promuovere salute e benessere, a migliorare la qualità di vita. Solo se siamo flessibili, possiamo anche essere moderati! Solo se ci diamo il permesso di sbagliare, possiamo eventualmente rimetterci in carreggiata! Solo se siamo flessibili, moderati e benevoli con noi stessi, possiamo cambiare veramente. Solo se cambiamo veramente, possiamo mantenere nel tempo il peso corporeo ed i risultati raggiunti! Attraverso un percorso di educazione alimentare possiamo provare a cambiare veramente!

IL NUOVO METODO PROPONE L’IPOTESI DEL CAMBIAMENTO 

Il nuovo metodo può essere definito progetto EDUCAZIONE ALIMENTARE. Vediamo di cosa si tratta:
1)perseguire un peso corporeo adatto alle caratteristiche genetiche e fisiche, definito peso salutare
2)adottare una dieta sana, equilibrate e varia, nel rispetto delle tradizioni alimentari (dieta Mediterranea)
3)imparare a conoscere e riconoscere, programmare e monitorare le scelte e i comportamenti alimentari
4)lavorare sul cambiamento (spesa consapevole, gestione funzionale della dispensa, gestione funzionale delle occasioni conviviali, stile di vita più attivo e dinamico ecc)
4)imparare a difendersi dal cibo spazzatura e dal cibo ingannevole
5)imparare a difendersi dagli stimoli alimentari a mangiare in eccesso (situazioni, luoghi, tempi e persone)
6)imparare a difendersi dalle notizie ed informazioni scorrette, false, di parte
7)imparare a conoscere, riconoscere e gestire la fame non biologica, o “fame d’altro”
8)imparare a diventare più consapevoli, a conoscersi meglio, a rispettarsi di più 

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