L’ortoressia: un nuovo disturbo alimentare?

In un momento storico di così forti pressioni, la questione delle scelte alimentari è quanto mai sentita ed attuale. La grande quantità di informazioni, recuperabili dai media, può dare l’illusione della libertà di scelta. Ma, qualche volta, troppa libertà può significare nessuna libertà! Talvolta succede che non si è in possesso di tutti gli elementi necessari per scegliere consapevolmente oppure alcuni elementi sono incompleti o inadeguati. In questi casi, un singolo pezzo del puzzle può essere scambiato per l’intero quadro, con conseguenze non sempre prevedibili. Paradossalmente l’ortoressia può derivare da un eccesso di informazioni.

Camilla

A tal proposito mi piace raccontarvi la storia di Camilla. Camilla è una bellissima e brillante studentessa di ingegneria, di circa vent’anni, venuta a studio per un problema di amenorrea (mancanza del ciclo mestruale) che la affliggeva da diversi mesi. Camilla è un nome inventato, ma la sua storia è reale ed autentica e può diventare un esempio dei pericoli legati alle scelte alimentari poco ponderate.

I problemi di  Camilla?

A Camilla mancava inspiegabilmente il ciclo mestruale da 5-6 mesi. Le visite specialistiche avevano dato esito positivo. Il ginecologo le consigliò, inaspettatamente, di rivolgersi ad un nutrizionista per una valutazione di tipo nutrizionale. Così Camilla approdò al mio studio. Da un’analisi iniziale, risultò che Camilla fosse normopeso, i certificati medici attestavano buone condizioni di salute, i comportamenti alimentari sembravano essere normali e funzionali. Successivamente emerse che, circa un anno prima, Camilla aveva perso rapidamente qualche chilo, forse 4 o 5 chili in uno o due mesi. Non c’erano motivi apparenti che spiegassero il calo di peso. Camilla non era preoccupata per il suo corpo e la forma fisica, né si era “messa a dieta”. Approfondendo la sua storia, venne fuori che, negli ultimi tempi, Camilla aveva cominciato ad attribuire eccessiva importanza al “mangiare sano”, come conseguenza di alcune letture dal web.

Che cosa è accaduto a Camilla?

Camilla aveva cominciato ad escludere numerosi alimenti dalla sua alimentazione come latte, latticini e formaggi, e a limitarne altri come carni e proteine animali. Inoltre, Camilla, limitava anche l’assunzione di dolciumi e snack, che considerava “cibo spazzatura”. Ormai consumava quasi esclusivamente verdure, ortaggi, frutta, cereali integrali e legumi. Riusciva a tollerare del pesce una o due volte a settimana. Il suo obiettivo era di “mangiare sano”, come era solita ripetere, con un’aria tra la sfida e il compiacimento. A Camilla, il “mangiare sano” finalizzato a migliorare le condizioni di salute e a sentirsi “più pulita”, sembrava una scelta razionale. L’inaspettato risvolto della medaglia era stato un moderato ma repentino calo di peso, che, probabilmente aveva influito sull’equilibrio fisico e sul ciclo mestruale. Come nel sottopeso  da anoressia nervosa, l’organismo, in carenza di risorse, entra in una modalità di risparmio, andando a tagliare le funzioni non vitali, come il ciclo mestruale. Si delinea il quadro dell’ortoressia.

Strategie nutrizionali

Questa fu la mia ipotesi di lavoro, inizialmente non del tutto condivisa da Camilla.  Lavorammo ad una dieta più equilibrata e varia, reintroducendo alcuni degli alimenti che aveva eliminato. In sintesi provammo a “sporcare” nuovamente la sua dieta, inserendo della carne e del latte, qualche dolcetto ed uno snack di tanto in tanto. Fu facile ottenere la collaborazione della madre di Camilla nella preparazione di pietanze più succulente ed invitanti. Nel giro di tre-quattro mesi, Camilla recuperò due o tre chili e… udite udite… il ciclo mestruale! Quando mi telefonò per annunciarmi l’evento, la sua gioia era alle stelle! Ed anche la mia!

 

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