Cos’è

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una patologia funzionale dell’intestino, cronica o recidivante, molto frequente nella popolazione. L’eziopatogenesi della IBS è ancora sconosciuta e non è da attribuirsi ad alterazioni strutturali o biochimiche dell’apparato digerente. Sono state invocate cause ormonali, psicogene, alimentari, anatomiche, dismicrobiche, senza mai riuscire ad avere un quadro completo della situazione.

I sintomi

Possono essere i più vari, dal meteorismo al dolore addominale diffuso, dalla stipsi funzionale alla diarrea funzionale, dall’aerofagia alla dispepsia.
Frequentemente la IBS è associata ad intolleranze alimentari di natura non allergica. In alcuni pazienti, soprattutto quelli con prevalente sintomatologia diarroica, si verifica una parziale intolleranza al glutine non dovuta a morbo celiaco. Il latte ed i suoi derivati possono indurre intolleranze dovute essenzialmente ad un deficit di lattasi (enzima specifico deputato alla digestione del lattosio), riscontrabile in molti pazienti affetti da IBS. Anche il malassorbimento del fruttosio, causato da deficit di disaccarasi, può essere associato ad IBS. Alimenti come l’alcol, soprattutto ad alte dosi, risultano sicuramente aggravanti rispetto alla sintomatologia in quanto irritanti della mucosa intestinale. Cibi molto grassi possono scatenare un riflesso gastro-colico patologico con contrazioni propagate e prolungate che determinano sintomi caratteristici quali tensione addominale e spasmi.

La terapia farmacologica

La terapia farmacologica della IBS è basata essenzialmente su strategie sintomatiche: lassativi in caso di stipsi, antidiarroici in caso di accellerato svuotamento, probiotici ed adsorbenti in caso di meteorismo, antispastici e miorilassanti in caso di dolore. In ogni caso è sempre utile associare all’eventuale terapia farmacologia una strategia alimentare adeguata che abbia come primo obiettivo il controllo dell’apporto calorico con la dieta e la riduzione del peso corporeo.

Le fondamentali misure nutrizionali da attuare sono qui di seguito schematizzate:

1. Riduzione del consumo di alimenti che inducono produzione di gas, meteorismo, distensione addominale e dolore.

  • Gli alimenti da consumare con moderazione sono verdure come: carciofi, finocchi, fagiolini, radicchio, verza, cavolfiore, broccoli, broccoletti, friarielli e tutte le verdure molto fibrose e filamentose. In ogni caso si consiglia una masticazione lenta ed accurata di questo tipo di alimenti.
  • I legumi vanno consumati sporadicamente ed in modiche quantità, passati o frullati.
  • I pomodori, i peperoni, le melanzane e tutte le verdure dotate di cuticole,  dovrebbero essere spellate.
  • Evitare il consumo eccessivo di cereali integrali, pane, pizza.
  • Frutta da evitare o consumare con moderazione: prugne, mele, ciliegie, banane, cocomero, ananas.
    In ogni caso la frutta deve essere sbucciata e gli agrumi spremuti.
  • Moderare il consumo di cibi ad alto contenuto di lattosio come latte, latticini, formaggi, gelato, frappè, panna, creme e bevande a base di latte.
  • Evitare dolcificanti come fruttosio, sorbitolo, mannitolo, saccarina, aspartame ecc.in quanto meteorizzanti.
  • Evitare cibi molto grassi, insaccati, fritti, salse grasse e piccanti, creme e pasticceria ad elevato contenuto di grassi, snack, merendine e gelati.
  • Limitare il consumo di semi come arachidi, mandorle, noci, nocciole, pistacchi, pinoli ecc.
  • Ridurre drasticamente il consumo di alcol.
  • Consumare alimenti mai troppo caldi o troppo freddi

2. Si consiglia di evitare pasti frettolosi, concitati e disordinati.

  • Dedicare al pasto un tempo che non sia inferiore ai 30 minuti.
  • Effettuare una masticazione lenta del cibo (soprattutto di frutta e verdura).
  • Evitare di parlare durante il pasto e cercare di rilassarsi a tavola.

3. Si consiglia l’uso di acqua non gassata ed un consumo moderato di bevande gassate

La relazione tra mente ed intestino

La IBS è frequentemente associata a iper-reattività intestinale anche su base emozionale, ansiosa, da stress e da fattori psico-sociali.
La relazione tra mente ed intestino è mediata da molteplici neurotrasmettitori identificati sia a livello cerebrale che intestinale stesso. La patologia scaturirebbe dall’interazione tra fattori fisiologici e fattori psicologici.
Si consiglia, quindi, l’adozione di uno stile di vita sano, equilibrato, rispettoso dei bisogni fisiologici dell’organismo ed attento ai segnali psico-neuro-endocrino-immunologici del nostro corpo.

FacebookEmailCondividi