La sensorialità del pasto

I dubbi che spesso attanagliano le scelte alimentari delle persone che decidono di perdere peso riguardano l’idea, peraltro molto diffusa, che alcuni cibi “facciano ingrassare”, mentre altri, per loro natura, favoriscano la perdita di peso. Come se la qualità delle calorie dipendesse dal cibo che le contiene. Questo può portare ad escludere gli alimenti incriminati. Tipicamente, molte delle fobie alimentari legate ai problemi di peso riguardano i carboidrati ed i grassi da condimento.

L’approccio dietologico tradizionale è spesso basato non solo sull’adozione di una dieta fortemente ipocalorica, ma anche sull’assunzione di regole alimentari rigide e selettive che incoraggiano ad escludere alcuni alimenti e/o intere categorie. Mentre, tipicamente, è favorito il consumo di alimenti proteici e di alimenti cosiddetti light e vengono guardati con sospetto i carboidrati ed i grassi da condimento.

Gli studi scientifici dimostrano che un’alimentazione rigida e selettiva è sostenibile solo a breve termine

In molti casi, alla dieta rigorosa fanno seguito periodi di iperalimentazione ed abuso proprio degli alimenti proibiti. Come a volerne fare un carico dopo la privazione.
Tutto questo può portare a recuperare il peso perduto e a cronicizzare il disagio alimentare. In particolare, il desiderio dei cibi proibiti riguarda fortemente i carboidrati, probabilmente perché forniscono l’energia di cui gli esseri umani hanno bisogno per sopravvivere. È verosimile che alla “fame da zuccheri” non sia facile sfuggire. I grassi da condimento, invece, oltre ad avere un valore nutrizionale inequivocabile (vedi olio di oliva), conferiscono palatabilità agli alimenti. Usati nelle giuste quantità migliorano la compliance alla dieta.
Per affrontare un problema di peso sarebbe opportuno optare per un’alimentazione completa, varia ed equilibrata, sul modello di quella alla quale siamo abituati (dieta Mediterranea), tenendoci alla larga dalle regole eccessivamente restrittive e selettive o da cibi cosiddetti “dietetici”.

Non è importante solo quello che mangiamo, ma anche quanto ne mangiamo e come lo mangiamo.

Un punto chiave per riuscire a perdere peso in maniera stabile è quello di ottimizzare la resa del pasto, cercando di trarne il massimo appagamento, sia della sensazione di fame che di quella di piacere, intrinsecamente legati alle funzioni alimentari.
Gli studi dimostrano che il senso di sazietà sopraggiungerebbe dopo circa 20-30 minuti dall’inizio del pasto, in maniera abbastanza indipendente dalla quantità di cibo ingerita. Inoltre, l’efficienza del segnale di sazietà sarebbe proporzionale al grado di soddisfazione legato al pasto. Per cui il concetto di “sensorialità del pasto”, cioè mangiare consapevolmente usando tutti i sensi, sarebbe un aspetto da non sottovalutare.

Il piacere legato al cibo comincia prima che il cibo entri in bocca, già solo alla vista; poi procede tramite gli odori attraverso la mucosa olfattiva; infine tramite il gusto arriva alle papille gustative. Tutto questo, se vissuto con consapevolezza ed attenzione, regala un’intensa sensazione di piacere ed appagamento.

Pare che la sensazione di sazietà sia la risultante di vari aspetti tra cui anche quello legato al conseguimento del piacere

Un pasto gratificante ci porterebbe a smettere di mangiare in tempi ragionevoli e a rimanere sazi a lungo.
Facciamo in modo, quindi, che le nostre pietanze siano gradevoli anche alla vista, dando  importanza alla preparazione dei cibi, decorando i piatti, utilizzando spezie ed aromi per esaltarne i sapori e gli aromi (per esemplificare, straccetti di carne su letto di rucola e pomodorini piuttosto che la semplice fettina). Scegliamo pietanze che a parità di calorie danno origine a porzioni più abbondanti (panini soffiati piuttosto che pane casereccio; pasta con verdure piuttosto che pastasciutta). Ritagliamoci un tempo da dedicare esclusivamente al pasto. Mangiamo lentamente e consapevolmente in un contesto idoneo e rilassante, tipicamente seduti a tavola. Evitiamo di mangiare in piedi, per strada, in macchina o in ambienti poco consoni. Guardiamo le nostre pietanze, cogliamone gli odori ed aromi, assaporiamo piccoli bocconi, mastichiamo lentamente, apprezzando il gusto e il retrogusto.
Un buon sistema per rallentare il pasto è quello di appoggiare le posate nel piatto tra un boccone ed un altro, prevedere, cioè, brevi pause scadenzate che ci consentono di masticare ed assaporare con maggiore attenzione.

IN SINTESI, MANGIARE (COSA?) TUTTO, SANO E VARIO, (QUANTO?) IN PICCOLE PORZIONI ABILMENTE ELABORATE, (COME?) NELLE MIGLIORI CONDIZIONI POSSIBILI, CERCANDO DI TRARNE IL MASSIMO BENESSERE.

FacebookEmailCondividi