Dieta e benessere: due bisogni in antitesi o un binomio inscindibile?

Cosa è successo negli ultimi settant’anni? Perché si parla tanto di dieta e benessere? La dieta migliora veramente il benessere personale? Oppure è solo un logorante un chiodo fisso? E’ possibile conciliare i due bisogni?

Il bisogno di dieta

Sembra che l’uomo moderno non sia più in grado di autoregolare la sua alimentazione. E’ diventato urgente il bisogno di dieta. La dieta viene intesa come un tentativo di correggere una condotta alimentare che non riesce ad uniformarsi ad un modello ideale. Un modello dettato da istanze socio-culturali interiorizzate. La fame, meccanismo fisiologico di sopravvivenza, che ha sempre funzionato, è fuori dal controllo. Il peso corporeo degli esseri umani, che è rimasto stabile per millenni, sta aumentando inesorabilmente. Aumentano anche le patologie legate a disfunzioni del comportamento alimentare. Le mode alimentari impazzano. Molte persone mangiano troppo o troppo poco.

Si mangia troppo perchè c’è troppo cibo

Dal dopoguerra in poi, il cibo è diventato sempre più abbondante, disponibile, alla portata di tutti, quasi una moda. Questo, se da un lato ha migliorato le condizioni di salute e l’aspettativa di vita, dall’altro, spinge le persone a mangiare in eccesso. Lo dimostrano le migliaia di supermercati, bar, ristoranti e fast food che troviamo ad ogni angolo di strada. In qualunque momento e in ogni luogo siamo sottoposti a stimoli alimentari che ci spingono a mangiare troppo. Tutto è già pronto, succulento, calorico e spesso a buon mercato.

Si mangia troppo perchè il cibo moderno è molto attrattivo

La densità energetica degli alimenti fa riferimento al contenuto calorico per unità di peso. Nell’epoca pre-industriale, i principali nutrienti, cioè grassi, carboidrati e proteine, si trovavano in categorie separate di alimenti. Da un lato c’erano gli alimenti a base di carboidrati (con un contenuto modesto di grassi), come pane, pasta, legumi, patate. Dall’altro c’erano i grassi da condimento, prevalentemente olio d’oliva, burro, grassi animali, che erano privi di zuccheri. Per quanto riguarda gli alimenti proteici come carni, uova, formaggi, il consumo era limitato dai costi e dalla scarsa disponibilità.
Oggi, l’industria alimentare, ha messo insieme carboidrati e grassi, creando miscele  altamente appetibili, ma molto caloriche (prodotti da forno, dolciumi, snack dolci e salati). Inoltre, l’uso di materie prime di bassa qualità, consente di limitarne i costi, producendo alimenti accattivanti e alla portata di tutti. I cibi iper-calorici ed iper-appetibili, hanno cambiato le regole del gioco. Hanno alterato le fisiologiche funzioni regolative come le sensazioni di fame e sazietà. Inoltre, inducono una sorta di dipendenza o bisogno urgente e fanno ingrassare.

Mangiare troppo può essere un bisogno indotto 

Pubblicità, mass media, pressioni del food business. Il controllo della condotta alimentari degli esseri umani è affidato, attraverso i mass media, all’industria alimentare, che non sfugge alle leggi di mercato. Lo dimostrano le migliaia di alimenti, cibi pronti, snack, bevande nuove o rinnovate che riempiono gli spot pubblicitari a tutte le ore. È una corsa senza fine a produrre e vendere nuovi cibi, a creare nuovi bisogni, ad accaparrarsi nuove fasce di mercato.

Mangiare troppo può essere una conseguenza dello stress e dell’ansia 

Il cibo è diventato uno strumento di consolazione, una valvola di sfogo, una sorta di Prozac casalingo, sempre disponibile e socialmente accettato.
Il fenomeno è definito dagli anglosassoni emotional eating, cioè mangiare per motivi diversi dal soddisfacimento dei bisogni nutrizionali. Spesso il cibo prescelto è costituito proprio da quegli alimenti industriali, fortemente sponsorizzati dal food business.
Sempre gli anglosassoni,  hanno introdotto il concetto di comfort food, riferendosi alla capacità di certi cibi di soddisfare altri bisogni. 

I media promuovono diete poco salutari

Lo strapotere dei media e la sua forte influenza sulla vita delle persone, si riflette anche sulle scelte e sui comportamenti alimentari. “L’ho letto su internet” può diventare quasi un dogma che favorisce l’adesione a diete e mode alimentari poco salutari. Dieta e benessere in questo caso sono decisamente in antitesi.

Il desiderio di magrezza promuove diete poco salutari

Nelle società evolute, l’importanza attribuita all’aspetto fisico e alla magrezza esalta l’importanza della dieta. Molte persone, pur di assecondare il loro bisogno di magrezza, sono disposte a qualunque sacrificio.  In questi casi la dieta può diventare una vera e propria ossessione, un chiodo fisso intorno al quale ruota l’esistenza delle persone. Fino ad arrivare a vere e proprie patologie, in cui il significato della dieta è quello assecondare ideali di magrezza eccessiva e patologica.
Dieta e benessere sono in antitesi.

Dieta e benessere: due bisogni in antitesi?

La dieta intesa come risposta a certi bisogni socio-culturali indotti, può essere considerata in antitesi con il concetto di benessere. La dieta che riempie fino a scoppiare. La dieta come ossessione. La dieta che risolve tutto. La dieta che placa l’ansia. La dieta finalizzata al dominio sul corpo. La dieta come status o come moda.
La parola dieta ha decisamente finito per assumere connotati negativi. Per molti dieta significa digiunare o mangiare veramente poco,  seguire regole restrittive, escludere i cibi graditi, non rispettare il proprio gusto e le esigenze. Dieta è diventato un concetto a breve termine, incompatibile con la vita di tutti i giorni, sacrificale e punitivo. La dieta viene spesso vissuta come un inferno da attraversare.
E non sempre questi obiettivi sono realistici, salutari e sostenibili.

Dieta e benessere: un binomio inscindibile?

Nelle società evolute, cresce l’esigenza di restituire al termine dieta il suo significato originario.
Dieta significa stile di vita, abitudine.
La parola dieta ha sicuramente una valenza nutrizionale, ma anche una psico-sociale ed esistenziale.
Restituire alla dieta il suo significato autentico, significa recuperarne tutti gli aspetti.
“Stare a dieta” significa prendersi cura non solo della propria alimentazione, ma di se stessi e della propria esistenza, ogni giorno.
“Stare a dieta” significa aderire ad uno stile di vita che sia in sintonia con le caratteristiche individuali, da quelle biologiche a quelle psicologiche ed emotive.
“Stare a dieta” significa rispettare la propria storia di vita, le abitudini familiari e sociali, il territorio e il gruppo sociale di appartenenza. Rispettare bisogni e fabbisogni, gusti e desideri.
“Stare a dieta” significa migliorare non solo la salute e il benessere psico-fisico, ma anche la qualità di vita.
“Stare a dieta” significa lavorare all’autorealizzazione e all’espressione del proprio potenziale di vita.

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