Il ruolo del Nutrizionista nei disturbi alimentari

Il ruolo del Nutrizionista nei disturbi alimentari, è insito nella definizione. Persistenti disturbi del comportamento alimentare e del comportamento in generale, finalizzati al controllo del peso, della forma del corpo e dell’alimentazione. Tali disturbi originano da un’eccessiva importanza attribuita al peso, alla forma del corpo ed al loro controllo. Il disturbo danneggia in modo significativo la salute fisica e il funzionamento psico-sociale dell’individuo.

Semplificando, possiamo dire che si può cadere in un disturbo alimentare tipicamente durante l’adolescenza. Quando l’adolescente elabora e interiorizza la convinzione che per essere ok bisogna essere molto magri ed in forma. Quando è disposto a fare di tutto per perseguire questo obiettivo.

Esordio del disturbo

Solitamente si comincia con una dieta drastica che fa perdere peso velocemente e rafforza il desiderio patologico di magrezza. Le diete drastiche e il digiuno, seguite in molti casi da abbuffate ricorrenti, funzionano da fattori di mantenimento. Il ricorso a comportamenti disfunzionali di controllo del peso, come il vomito autoindotto, l’uso improprio di lassativi e diuretici, rafforzano e mantengono il problema. L’esercizio fisico può diventare eccessivo e compulsivo. I check continui del corpo, finalizzati a testarne la magrezza, mantengono l’insoddisfazione corporea. L’isolamento sociale, il rimuginio sull’alimentazione e sul corpo, mantengono l’attenzione sul disturbo. Il disturbo ostacola il potenziale di autorealizzazione personale, danneggia la salute, la psiche, il lavoro, la scuola, le relazioni.

I principali disturbi alimentari

I principali disturbi alimentari sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e la BED. La maggior parte dei disturbi alimentari è costituita da forme più sfumate e meno gravi definite forme sottosoglia. Per esempio una bulimia sottosoglia potrebbe essere quella in cui la frequenza delle abbuffate è più bassa che nella bulimia franca. Una forma di anoressia sottosoglia potrebbe non aver ancora sconvolto il ciclo mestruale.

La cura è di tipo multidisciplinare e vede la collaborazione di almeno due figure professionali, il nutrizionista e lo psicologo. Il ruolo del Nutrizionista nei disturbi alimentari è quello di affrontare gli aspetti nutrizionali 

Il Nutrizionista nei disturbi alimentari affronta i problemi riguardanti l’alimentazione, la dieta rigida, le abbuffate, il peso corporeo, il vomito autoindotto ecc.
La prima strategia del Nutrizionista nei disturbi alimentari, è quella di regolarizzare l’alimentazione attraverso l’adozione di  linee guida alimentari più flessibili. Una dieta sana e varia, la regolarità dei pasti, l’adozione di comportamenti alimentari più funzionali, sono la base di partenza per tutti i successivi cambiamenti. In molti casi, un’alimentazione regolare, evitare di saltare i pasti, evitare il vomito autoindotto, riduce il numero delle abbuffate.

La presenza di sottopeso

La presenza di un sottopeso patologico deve essere affrontata precocemente attraverso una dieta che consenta un graduale recupero del peso corporeo. Il digiuno e il sottopeso generano una vera e propria sindrome, definita appunto da digiuno, caratterizzata da numerosi sintomi fisici, psicologici, emotivi e comportamentali. La qualità della dieta e le porzioni sono concordate caso per caso, tenendo conto di ciò che il paziente riesce a tollerare e dei suoi limiti. Sperimentare un’alimentazione più salutare e varia, allentare la morsa del digiuno, recuperare il peso corporeo, spesso migliorano l’umore e la qualità di vita, gettando le basi per ulteriori cambiamenti.

Le strategie nutrizionali sono personalizzate e concordate col paziente

Le strategie nutrizionali adottate non sono prescrittivo e standardizzate, ma personalizzate e concordate in maniera  collaborativa. Il paziente è incoraggiato a diventare esperto del funzionamento del proprio disturbo, in modo da poterlo comprendere, affrontare e gestire. Eventuali difficoltà aggiuntive che emergono durante il trattamento vengono condivise con gli altri membri dell’equipe (psicologi e medici), così da poter essere affrontate da diversi punti di vista.

Le principali strategie psicologiche

Il binario psicologico affronta lo schema di autovalutazione disfunzionale e gli altri fattori di mantenimento del problema, specifici e personali. Il percorso psicologico è più personale e soggettivo e mira ad affrontare, caso per caso, le problematiche psicologiche specifiche che mantengono il disturbo.
Un passo importante del percorso psicologico è quello di affrontare la psicopatologia centrale del disturbo. Nella maggior parte dei casi questa è l’eccessiva importanza attribuita alla magrezza. Da qui scaturisce un’insoddisfazione cronica per il proprio corpo.

L’obiettivo di uscire dal disturbo alimentare è perseguito anche attraverso l’acquisizione di una visione più realistica del proprio peso e della propria immagine corporea. Spesso il paziente acquisisce una visione più benevola di se stesso e del proprio valore personale. Migliorano le relazioni e vengono valorizzati altri ambiti della vita.
Per passare da una vita in cui conta solo il peso, il corpo e la dieta ad una vita in cui sono in gioco altri interessi e variabili.

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