Aspettando il Natale

Le festività natalizie, così come le festività in generale, possono diventare fonte di preoccupazione e di stress per molte persone. La convinzione, radicata e diffusa, secondo la quale, onorare le festività significa mangiare a sbafo, crea non pochi problemi a chi ha deciso di prendersi cura della propria alimentazione, perdere o mantenere il peso corporeo, affrontare le difficoltà alimentari, migliorare le condizioni di salute. Queste persone, a Natale, sono messe a dura prova. Spesso, l’arrivo delle festività Natalizie può significare abbandonare o tralasciare la dieta e l’attività fisica, aumentare di peso, trascurare la salute, influenzando la motivazione al cambiamento e la sensazione di autoefficacia. Purtroppo, questi meccanismi danneggiano non solo il peso corporeo e la salute, ma anche la “qualità” delle festività, generando conflitti e sensi di colpa.
Ma è proprio vero che per celebrare il Natale è necessario mangiare a sbafo?    
E’ possibile, invece, onorare il Natale mantenendo fede ai nostri progetti ed evitando che il colesterolo e l’ago della bilancia schizzino verso l’alto?
Personalmente, credo che le convinzioni e le abitudini degli esseri umani abbiano un significato adattativo, siano, cioè, il risultato delle interazioni col contesto socio-economico-culturale in cui si vive: probabilmente prima dell’epoca del benessere, in condizioni di scarsità di cibo, il Natale rappresentava uno dei pochi momenti di abbondanza. In un contesto così diverso, come quello attuale, l’abitudine all’eccessiva abbondanza Natalizia mi sembra non solo fuori dai tempi, ma anche dannosa.
Possiamo, quindi, imparare ad affrontare il Natale in una maniera più funzionale ed al passo con i tempi?
Un punto fondamentale potrebbe riguardare, secondo me, il recupero del senso del Natale, che probabilmente è andato perduto o è cambiato nelle società consumistiche, dove è diventato quasi esclusivamente un momento per gli eccessi. Riuscire a recuperare il proprio senso del Natale significherebbe provare a vivere la vacanza secondo modalità proprie e non stereotipate, evitando, per esempio, di focalizzare  l’attenzione solo sugli aspetti culinari. Ovviamente ognuno di noi attribuisce al Natale un suo significato: per i credenti, il Natale potrebbe diventare un momento di maggiore contatto con la propria spiritualità, un occasione per aiutare gli altri o agire nel sociale. Per i non credenti, può avere una valenza di tipo relazionale/familiare, può essere una pausa lavorativa da dedicare ad una vacanza, a progetti in sospeso, alle proprie passioni, allo sport.
L’obiettivo è quello di cercare di focalizzare l’attenzione su fonti di piacere diverse dal cibo: in una situazione di vacanza in cui i livelli di stress sono inferiori ed il tempo libero a disposizione è maggiore, è più facile programmare attività gratificanti, provando a rompere quei meccanismi automatici di auto-gratificazione attraverso il cibo. Imparare a costruire e coltivare un proprio specifico range di benessere, all’interno del quale sentirsi appagati e in controllo, può aiutare  anche a  tenere a bada le seduzioni del cibo.
Per quanto riguarda gli aspetti relazionali e sociali legati al Natale, è utile ricordare  che è possibile stare insieme agli altri non solo a tavola:  esistono altri modi per stare insieme, come giocare a carte, andare al cinema o al teatro, fare visite guidate o escursioni, passeggiare nella natura, fare beneficenza, aiutare gli altri. Un passo importante potrebbe essere quello di farci promotori di attività alternative a quelle conviviali, proprio durante le festività.

Inoltre, imparare a gestire meglio le occasioni conviviali vere e proprie e le scorte alimentari domestiche, può aiutare a limitare i danni. Di seguito alcuni consigli utili.
1)Limitate le scorte alimentari. Tenete in casa solo quello che serve, soprattutto nei giorni non strettamente festivi.
2)Concedetevi delle trasgressioni solo nelle giornate strettamente festive. Seguite un’alimentazione normale nelle altre.
3)Durante le giornate strettamente festive focalizzate l’attenzione sui piatti tipici del Natale. Evitate, invece, i cibi  che avete a disposizione tutti i giorni. Onorate il Natale anche a tavola.
4)Evitate o riducete i cibi inutili, gli spuntini, i fuori pasto.
5)Concentrate la vostra attenzione sul pasto principale della giornata, scegliendo piccole porzioni secondo il gusto personale. Limitate gli altri pasti della giornata. Onorate il vostro gusto senza eccedere.
6)Fatevi promotori, nel gruppo familiare e di amici, di scelte alimentari più equilibrate. Proponete ai vostri ospiti menù più sani e porzioni moderate. Motivate le vostre scelte. Ricordate che molte persone temono come voi le abbuffate Natalizie.
7)Se siete invitati a casa di amici o parenti, non abbiate paura di rifiutare il cibo che non desiderate: è un vostro diritto scegliere cosa e quanto mangiare, anche a Natale.
8)Evitate di cucinare e portare a tavola più del necessario. Evitate di rimanere a tavola più del necessario. Spostate la conversazione lontano dalla tavola appena possibile.
9)Sbarazzatevi dei residui di cibo dopo il pasto.
10)Fate più attività fisica, camminate a piedi, dedicatevi ad attività dinamiche

In sintesi, recuperare il proprio senso del Natale e scegliere più consapevolmente, può aiutarci a vivere le festività piacevolmente ed in armonia con bisogni e desideri. Nel frattempo, aspettando il Natale, possiamo provare a riflettere su quello che veramente conta per noi e mettere giù un piano d’azione che ci guidi durante il percorso.
Affinchè il Natale possa diventare veramente quello che vorremmo che fosse!
 

 

 

 

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