Che cosa si intende per disagio alimentare?

I disturbi del comportamento alimentare più conosciuti (anoressia, bulimia, sindrome da alimentazione compulsiva) rappresentano solo la punta dell’iceberg. La parte sommersa è costituita da difficoltà più sfumate e meno gravi, ma che possono allo stesso modo danneggiare la salute, l’equilibrio psico-fisico, la qualità di vita. Il disagio alimentare può originare a partire da  certe scelte alimentari e/o diete, finalizzate a perdere peso, migliorare la forma fisica, migliorare la salute, scegliere il proprio stile alimentare.

Perdere peso e migliorare la forma fisica

L’origine di un disagio alimentare è quasi sempre un’insoddisfazione per il proprio corpo che si instaura, di solito, durante l’adolescenza e spinge i ragazzi a intraprendere diete non adeguate. Viviamo in un contesto sociale che genera confusione. Per esempio, certi cibi moderni iperattrattivi (cibi industriali, snack dolci e salati, bevande zuccherate ecc), alterano la capacità dell’essere umano di autoregolare la sua alimentazione (attraverso un corretto funzionamento delle sensazioni di fame e sazietà), spingendo le persone a mangiare in eccesso, col rischio di aumentare di peso. Di contro, in una società fatta di apparenza, l’aspetto fisico assume un’importanza eccessiva, per cui molte persone si “mettono a dieta” per perdere peso e migliorare la forma fisica.  I tentativi atti a modificare il proprio corpo inseguendo modelli estetici poco realistici, riguardano non solo la dieta, ma anche il ricorso all’esercizio fisico e alla chirurgia estetica e/o plastica. Il ricorso all’esercizio fisico può diventare eccessivo e compulsivo, generando una vera e propria dipendenza che influenza negativamente la vita. In ultima analisi, può accadere che i tentativi atti a modificare il proprio corpo siano esasperati al punto tale da ricorrere alla chirurgia o alla medicina estetica così frequentemente da stravolgere le sembianze e la fisionomia.

Eccessiva importanza attribuita alla salute, mode alimentari, stili alimentari inusuali

Altre volte, la scelta di una dieta incongrua dipende dall’adesione alle mode alimentari del momento, spacciate per salutari, quindi, paradossalmente, un’eccessiva attenzione alla salute, può risultare dannosa . Inoltre, la scelta del proprio stile alimentare, che fino ad alcune decine di anni fa era semplice ed immediata, oggi è diventata più complessa. Per gli adolescenti, alla ricerca di un’identità e di identificazione con un gruppo, è facile perdere al bussola ed incappare in “stili alimentari” tutt’altro che salutari. Gli stili alimentari troppo restrittivi e selettivi possono sfociare in derive alimentari, come nell’ortoressia, in cui l’importanza attribuita al “mangiare sano” rende la dieta così povera da determinare un sottopeso patologico, come nell’anoressia nervosa.

Il disagio alimentare è molto diffuso
Il disagio alimentare è molto diffuso, a vari livelli di gravità e con diverse implicazioni, soprattutto tra le persone di sesso femminile, evidentemente più sensibili alle aspettative sociali di magrezza e di bellezza, per motivi culturali. Sta aumentando anche nei maschi, per motivi legati essenzialmente all’importanza attribuita alla forma fisica. E’ in crescita negli adolescenti e nei giovani adulti, più inclini all’uso del web e quindi suscettibili alle sue lusinghe.

Anche il “diet business” può mantenere il disagio alimentare

Il “diet business” è spesso colpevolizzante per le persone perchè basato esclusivamente sulla dieta, sulla forza di volontà delle persone e sulla capacità di resistere agli stimoli ambientali a mangiare in eccesso e ai cibi iperattrattivi. In questo contesto, è difficile riuscire a controllare la propria alimentazione e rimanere magri e in forma, per cui molti entrano in un circolo vizioso di sensi di colpa che genera e mantiene una situazione di disagio: il disagio alimentare.

Il Counseling Nutrizionale

Il Counseling Nutrizionale può essere definito come un approccio più “olistico”, basato sulla persona e non esclusivamente sulla dieta. Mira a promuovere un’alimentazione più equilibrata e flessibile, che enfatizzi la necessità di adeguare la dieta ai propri bisogni e fabbisogni. Punta a valorizzare la persona in toto e non il suo aspetto fisico.

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