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Il mondo della Nutrizione è complicato

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Il mondo della Nutrizione è complicato

Mangiare è un’azione che compiamo tutti i giorni, per tutti i giorni della nostra vita. Mangiare ci consente non solo di sopravvivere, ma di vivere bene e di promuovere salute e benessere. Mangiare è un bisogno primario degli esseri viventi, ed, in quanto tale, è un processo finemente regolato da millenni di evoluzione naturale, attraverso meccanismi sofisticati e delicati. Tutto ciò che altera i meccanismi regolativi delle funzioni vitali primarie, può innescare gravi disfunzioni fisiche, psicologiche ed emotive, può generare patologie, può dare origine a sofferenza. Purtroppo, sembra veramente che l’uomo moderno non sia più in grado di autoregolare la sua alimentazione, i problemi alimentari e di peso sono in crescita, le scelte ed i comportamenti alimentari si sono complicati, aumenta il disagio alimentare.
Le scelte alimentari sono da sempre l’espressione del contesto geografico, antropologico, sociale, familiare, culturale ed economico in cui si vive. Le scelte alimentari, inoltre, sono influenzate da fattori personali di tipo biologico (fattori genetici, caratteristiche ereditarie,  funzionamento neuro-endocrino, gusto, temperamento ecc.) e da fattori psicologici (l’alimentazione rappresenta simbolicamente il modo del bambino di entrare in contatto col mondo e può rappresentare il prototipo delle esperienze di gratificazione, o, alternativamente di frustrazione, come dice Freud. L’alimentazione è il risultato dell’interazione con le figure parentali di riferimento).
E come se non fosse già abbastanza difficile, nelle società del benessere, la questione si è ulteriormente complicata. Le scelte alimentari sono diventate più difficili a causa delle pressioni socio-economiche in direzioni spesso contrapposte: da un lato le sollecitazioni del food business a mangiare in eccesso, dall’altro quelle socio-culturali ad essere magri ed in forma.
Prima dell’epoca del benessere e dell’avvento dell’industria alimentare, invece, le scelte ed i comportamenti alimentari erano decisamente più semplici ed immediati. La disponibilità di cibo, per esempio, era regolata dalla territorialità, dalla stagionalità, da quello che la famiglia riusciva a produrre con i mezzi a disposizione. Le tradizioni alimentari legate al territorio ed al gruppo sociale, fungevano da guida. Gli stili alimentari erano univocamente definiti. Un’alimentazione moderata era sostenuta dalla limitata disponibilità di cibo, dalla semplicità del gusto degli alimenti (alimenti naturali e poco manipolati), dall’integrità dei meccanismi autoregolativi come le sensazioni di fame/sazietà.
Il cibo moderno, invece, è diventato abbondante, sempre disponibile, alla portata di tutti, estremamente attrattivo, ipercalorico, a buon mercato. Il cibo moderno talvolta assume connotati diversi da quelli originari  e può diventare una moda. L’offerta illimitata di cibo confonde e disorienta. Inoltre, i cibi industrialmente manipolati sono estremamente attrattivi e difficili da tenere a bada. Questo ha fatto saltare i fisiologici meccanismi autoregolativi come le sensazioni di fame/sazietà, per cui si tende a mangiare troppo, col rischio di aumentare di peso. Inoltre, il cibo moderno può dare origine a fenomeni di  “bisogno impellente” o vere e proprie dipendenze (food addiction). Spesso diventa una fonte di gratificazione o una valvola di sfogo socialmente accettata. Qualche volta, mangiare è un’altalena tra l’eccessivo controllo ed il discontrollo totale. Possiamo dire che mangiare è diventato croce e delizia della vita di molte persone.
Per quanto riguarda gli stili alimentari moderni, possiamo dire che sono numerosi e variegati, non sempre sono supportati da una solida ricerca scientifica, risentono delle mode del momento e delle pressioni socio-economiche-culturali.
La scelta del proprio stile alimentare non è facile.
Sta crescendo la tendenza ad intraprendere scelte alimentari inusuali (vegetarianismo, veganismo ecc.), non sempre sulla base di un’informazione scientifica, ma spesso per motivi etici, ideologici, emotivi, con conseguenze non sempre prevedibili.
Il risultato di tutto ciò è che le persone sembrano aver PERSO LA BUSSOLA.
Si può parlare di un vero e proprio disagio alimentare, che può condizionare tutta l’esistenza ed ostacolare l’autorealizzazione e l’espressione del proprio potenziale di vita.

Il Counseling Nutrizionale: terza relazione

Guarda il video della terza relazione del progetto formativo per Biologi Nutrizionisti “Il Counseling Nutrizionale”

Momenti di Counseling Nutrizionale

Giovedi 13 aprile, presso Pinko Store in Via dei Mille, si terrà, dalle 18,00 alle 20,00, un interessante incontro dal titolo “Momenti di Counseling Nutrizionale”, organizzato dalla dottoressa Biancamaria Saetta, Biologo Nutrizionista e Counselor. Sarà un pomeriggio tra amici, in cui ognuno potrà condividere la sua esperienza, chiarirsi dei dubbi, chiedere consiglio, informarsi, approfondire alcuni aspetti, nell’ambito del complicato e variegato mondo della Nutrizione, dalle difficoltà alimentari a quelle riguardanti il peso corporeo, dalle credenze alimentari alla scelta consapevole del proprio stile alimentare. Durante l’incontro, saranno affrontati argomenti riguardanti i “falsi miti” in Nutrizione, che confondono e disorientano. Di contro, saranno enfatizzati i principali “dati di realtà”, supportati dall’attuale ricerca scientifica. Il tutto attraverso la condivisione di materiale informativo, studi scientifici originali, proiezione di slides. Sarà, inoltre, dedicato ampio spazio ad una parte esperienziale, riguardante principalmente la mindful eating e la sua influenza sul mantenimento di un peso corporeo salutare e sul benessere psico-fisico. A tale scopo verrà offerto un buffet adatto all’esercitazione di mindful eating, per cominciare ad apprezzare i benefici di un’alimentazione più equilibrata e consapevole.
L’evento è gratuito e non necessita di prenotazione
Vi aspetto numerosi

Il Counseling Nutrizionale seconda relazione

Seconda relazione del Progetto Formazione Orizzontale Enpab rivolta ai Biologi dal titolo: Le fasi del Counseling Nutrizionale

 

La dieta non funziona

La dieta non funziona. O meglio, la dieta non funziona a lungo termine.

Tutte le diete funzionano discretamente nel breve periodo, ma a lungo termine nessuna dieta garantisce il mantenimento del peso. Lo dicono gli studi: la maggior parte delle persone recupera il peso perso nel giro di pochi anni. Lo dicono le statistiche: il peso medio della popolazione dei paesi occidentali continua a crescere; i problemi di peso e l’obesità aumentano.

Perché la dieta non funziona?

Per cercare di dare una risposta a questa domanda, dobbiamo andare alle origini del problema. Continua a leggere