Caos alimentare nella società del benessere

Quando l’estate è alle porte, gli abiti diventano più leggeri, la prova costume è imminente, il corpo comincia a scoprirsi dalle difese invernali. Il mercato propone un’ampia gamma di prodotti per perdere peso, integratori alimentari, rimedi antifame, pasti sostitutivi, creme e cosmetici snellenti, alimenti light.
L’ultima dieta imperversa. Il business dell’estetica prende il volo.

Negli incontri tra amiche, sul posto di lavoro tra colleghe, dal parrucchiere e nelle occasioni di vita sociale, non si parla d’altro: come smaltire i chili di troppo accumulati durante i bagordi invernali.

Le persone sono disposte a spendere una gran quantità di energia e di danaro nel tentativo di porre rimedio ai danni che si sono procurati iperalimentandosi.
Guardando la cosa con un po’ di distacco, si profila una situazione paradossale: da un lato c’è la food industry  che si adopera ad ingrassare la popolazione, dall’altro c’è la diet industry che cerca di farla dimagrire a tutti i costi.

I risultati di queste spinte contrastanti si leggono nelle statistiche derivanti dai numerosissimi studi epidemiologici condotti nei laboratori di tutto il mondo:

  • il peso medio della popolazione nei paesi occidentali è aumentato significativamente negli ultimi sessanta anni;
  • la prevalenza di obesità è passata dal 10-12% negli anni Sessanta/Settanta a circa il doppio nel secondo millennio;
  • più della metà della popolazione tra i 35 e i 65 anni è in sovrappeso;
  • si stimano circa 20 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni in sovrappeso;
  • l’obesità e le patologie correlate costituiscono una vera e propria emergenza sanitaria;
  • l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha parlato di “epidemia globale di obesità”.

Per quanto riguarda i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) come anoressia, bulimia, sindrome da alimentazione compulsiva e similari, che rappresentano l’altra faccia della stessa medaglia, non esistono ancora studi definitivi. Gli studi disponibili dimostrerebbero una prevalenza di più del 5%.
Studi recenti condotti in alcune città del nord Italia hanno riscontrato una prevalenza di disturbi alimentari in toto di circa il 9-13% in adolescenti femmine nella fascia d’età 18-25 anni (Favaro ed altri, Psycosomatic Medicine 2003).
Il trend è sicuramente in rapidissima crescita in tutti i paesi occidentali. Si profila un vero e proprio paradosso: da un lato aumentano i problemi legati all’ iperalimentazione e all’eccesso di peso, dall’altro aumentano i problemi legati al sottopeso e a un’alimentazione inadeguata. Il titolo del film potrebbe essere “Caos alimentare nella società del benessere”.
Cosa succede? Perché l’uomo moderno non riesce più a autoregolare la sua alimentazione? Perché i comportamenti alimentari sono diventati così complicati ed estremi?

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