Carl Rogers, un rivoluzionario silenzioso del ventesimo secolo, fu il primo a formulare una visione della natura umana basata sulla fiducia nella capacità innata di ogni individuo di tendere alla salute e all’autoregolazione.
Presupposti, questi, che hanno gettato le basi per i moderni concetti di salute e benessere, visti non più come assenza di malattia, ma come sviluppo e promozione di un potenziale di vita che appartiene intrinsecamente all’essere umano.

Il modello bio-psico-sociale

Nel modello bio-psico-sociale, l’uomo, la sua vita, la salute e il livello di benessere che riesce a raggiungere, sono la risultante di una serie di fattori biologici, psicologici e sociali, che, se adeguatamente orientati, possono condurre verso l’autorealizzazione, il soddisfacimento di bisogni e aspirazioni, l’adattamento creativo all’ambiente.
L’alimentazione, la sua valenza ed i significati, rientrano  in questa visione sostanzialmente positiva delle potenzialità umane: è un diritto dell’essere umano, oltre che un dovere, adoperarsi per comprendere meglio i suoi bisogni alimentari, informarsi correttamente, scegliere consapevolmente il proprio stile alimentare, promuovere salute e benessere attraverso l’alimentazione.

Le linee guida di un’alimentazione salutare

Quali potrebbero essere i principi ispiratori e le linee guida di un’alimentazione salutare e funzionale?
La risposta non è facile e si corre il rischio che possa diventare ideologica o di parte. Inoltre, ai giorni nostri, le regole del gioco sono cambiate. In un tempo neanche molto lontano, le scelte alimentari erano legate alle tradizioni, a ciò che il territorio offriva, alla stagionalità, a quel che si riusciva a produrre in famiglia. Oggi, con l’avvento dell’industria e dell’economia di mercato, il cibo è diventato una moda, estremamente attrattivo,  four season, a disposizione in ogni momento e in ogni luogo,  una panacea per tutti i mali. Tutto ciò ha comportato grandi vantaggi in termini di salute e aspettativa di vita, ma anche un prezzo da pagare: oltre al rischio di mangiare troppo e male, si aggiunge il rischio che l’offerta illimitata possa confondere e disorientare, cioè le persone non sanno più cosa mangiare. Come ci si può destreggiare in tale caos?

I criteri di scelta

I criteri di scelta, a mio parere, potrebbero essere di tre tipologie: criteri socio-culturali, criteri scientifici, criteri basati sulla gratificazione.

Criteri socio-culturali

Potremmo, per esempio, provare a scegliere la nostra alimentazione tenendo conto e rivalutando le tradizioni, la territorialità, la stagionalità. Seguire le tradizioni alimentari di quelli che ci hanno preceduto, di coloro i quali hanno scritto la nostra storia, la storia del nostro territorio, potrebbe essere una soluzione: in fondo se siamo qui lo dobbiamo a loro.
Per quello che riguarda la stagionalità, penso che se il territorio ci offre cavoli e broccoli in inverno e pomodori in estate, ci sarà un perché.

Criteri scientifici

Passiamo ai criteri scientifici. Il metodo scientifico è basato sul presupposto secondo il quale un’ipotesi deve essere valutata attraverso un lungo ed articolato lavoro scientifico  prima di poter essere validate ed accettata. La scienza, oggi, sembra concordare sul fatto che la dieta delle nostre tradizioni e del territorio, sia effettivamente salutare. Il termine Dieta Mediterranea si riferisce, appunto, allo stile alimentare derivante dall’interazione dei popoli del Mediterraneo con il loro territorio, le sue peculiarità, il clima e i cicli delle stagioni. Bisogna precisare che gli studi condotti sulla dieta Mediterranea secondo il metodo scientifico, vanno avanti da decine di anni, in diversi paesi del mondo, in laboratori indipendenti, e non si sono ancora conclusi. Sembrerebbe che lo stile alimentare Mediterraneo sia scientificamente uno stile salutare. Bingo! La dieta del territorio e delle tradizioni sembra essere scientificamente salutare!

Criteri basati sulla gratificazione

Ultimo punto. Puntare sulla gratificazione significa scegliere materie prime di buona qualità, curare la preparazione dei piatti, mangiare consapevolmente, variare il più possibile. Variare l’alimentazione comporta anche altri vantaggi:
1)aumenta la possibilità di prendere dal cibo tutto quello che serve per rimanere in salute
2)riduce il rischio di procurarsi carenze nutrizionali
3)riduce il rischio alimentare legato all’accumulo nell’organismo di contaminanti, additivi, sostanze tossiche, antinutrienti, che possono essere presenti negli alimenti.

Ricapitolando, lo sguardo verso il futuro, con un occhio al passato, rimanendo in ambiti scientificamente validati, con particolare attenzione alla qualità e alla varietà, riducendo le porzioni.

FacebookEmailCondividi