Alimentazione e tumori

Le più recenti stime europee sull’incidenza di tutti i tumori in Europa, ammontano a circa 3,5 milioni di nuovi casi di tumore maligno all’anno. I principali fattori di rischio per i tumori sono: il fumo, l’eccesso di peso corporeo, la sedentarietà, l’alimentazione, l’alcol, il sole.
Le linee guida dell’ECAC (European Code Against Cancer) dell’ottobre 2014 hanno evidenziato il legame tra alimentazione e tumori

Le principali raccomandazioni nutrizionali dell’ECAC possono essere così riassunte:

  1. Mantenere un peso corporeo salutare
  2. Fare quotidianamente esercizio fisico
  3. Consumare quotidianamente cereali integrali, frutta e verdura
  4. Limitare il consumo di cibi ricchi di zucchero e grassi
  5. Limitare il consumo di bevande zuccherate
  6. Limitare il consumo di carni conservate
  7. Limitare il consumo di carni rosse
  8. Limitare il consumo di cibi ricchi di sale
  9. Limitare fortemente il consumo di alcol e bevande alcoliche

Diversi studi dimostrano che all’aumentare del peso corporeo e dell’indice di massa corporea (BMI) aumenta il rischio di tumori femminili (ovaio, mammella, utero) e di numerosi altri tumori come prostata, rene, fegato, pancreas, colon.

Inoltre, nuovi studi segnalano un rischio maggiore di tumori quando è presente obesità addominale.
L’obesità addominale, collegata ad una circonferenza vita maggiore di 102 cm nell’uomo ed 88 cm nelle donne, costituisce uno dei fattori di rischio per la sindrome metabolica, fortemente associata non solo al rischio cardiovascolare, ma anche a quello neoplastico.
Gli studi sul legame tra eccesso di peso ed aumento del rischio di cancro sono sempre più numerosi e riguardano sia gli animali da laboratorio che gli esseri umani. Più di venti anni di studi su animali da laboratorio dimostrano il legame tra alimentazione in eccesso e tumori

Un significativo studio americano che ha seguito un gruppo di scimmie Rhesus per 20 anni ha dimostrato che le scimmie che seguivano una dieta ipocalorica risultavano più longeve. Inoltre, la restrizione calorica ritardava l’insorgenza di tumori. Le scimmie furono divise in due gruppi, uno che mangiava a piacimento e l’altro che mangiava il 30% meno. Dopo 20 anni di osservazioni, il 50% delle scimmie del primo gruppo era morta, contro il 20% di quelle tenute a dieta. Le scimmie del secondo gruppo sopravvissute (l’80%), mostravano un minor invecchiamento e rari casi di malattie cronico degenerative.

Per quanto riguarda gli esseri umani, numerosi studi dimostrano che all’aumentare del peso corporeo e del BMI, aumentano il rischio di tumori femminili, all’ovaio, alla mammella, all’endometrio ed all’utero.
L’eccesso di grasso corporeo, soprattutto dopo la menopausa, favorirebbe la trasformazione degli androgeni in estrogeni, che, a loro volta, sono associati all’insorgenza del cancro. Inoltre, il grasso corporeo aumenta l’insulina e molti fattori di crescita cellulari, che favoriscono il cancro.
A questo si aggiunge il fatto che il tessuto adiposo in eccesso, specie quello viscerale, si comporta come un vero e proprio tessuto infiammatorio,  producendo uno stato di infiammazione cronico che favorisce il cancro e le patologie degenerative.

Anche lo stile di vita è fortemente associato ai tumori: in uno studio in cui è stato seguito un gruppo di donne che avevano sviluppato il cancro della mammella, la mortalità e il rischio di recidive era più basso in quelle che avevano uno stile di vita attivo. Lo stile di vita viene misurato attraverso il numero di passi giornalieri: anche solo 30 minuti di camminata al giorno sembrano ridurre il rischio di cancro alla mammella.

FacebookEmailCondividi